Le ragioni dei no vax


Barbara Gigante

Il mestiere di giornalista (ché per quanto s’atteggi a professione sempre mestiere rimane) è infame per tanti motivi; per chi lo esercita, soprattutto perché non ha orari né luoghi specifici. Vuoi andare a casa dopo una giornata di lavoro e invece no, beccati i no vax fuori al Parlamento inferociti come le iene al grido di “libertaaaaaaaaà”!!!! Che fai non ti fermi? Non gliele ammolli due domandine? 

Ne prendo uno bello bardato di cartelli, con tanto di trombetta da stadio, moglie e figli a seguito, chiedendo delucidazioni sul loro punto di vista.

Tanto per cominciare, non si ritengono no vax. 

«Non siamo contro le vaccinazioni, siamo per una scelta consapevole e ragionata, che tenga conto dei rischi di una vaccinazione di massa, tanto quanto di quelli che possono scaturire dal non vaccinarsi» – mi spiega. 

Avete vaccinato i vostri bambini?

«Alcuni sì, altri che hanno avuto reazioni avverse hanno sospeso le vaccinazioni»

Non pensate che i bambini non vaccinati siano un rischio per gli altri? 

«No, affatto, questo è quello che dicono loro. Se tu ti sei vaccinato non puoi essere contagiato da me che non lo sono»

Si, ma se non sono ancora in età vaccinabile? Se il bambino è troppo piccolo per essere vaccinato è a rischio contagio. 

«Ma questo è un rischio davvero basso nella società nella quale viviamo, rispetto ai rischi che ci apportano i vaccini e i loro eccipienti, con le sostanze e i metalli che contengono»

Ci sono medici tra voi?

«Certo che ci sono, può andare su internet e ne troverà di medici che la pensano come noi, vedrà quanti! Però non possono parlare troppo, alcuni sono stati radiati dall’ordine. E non perché avessero suggerito di non vaccinarsi, ma solo al Governo di stare attento ai rischi di una vaccinazione così massiccia» 

Cosa chiedete?

«Ci vogliono esami prevaccinali su ogni singolo bambino, ci vuole la certezza che i bambini siano in condizioni di sopportare le vaccinazioni e ci vuole la garanzia che le vaccinazioni non gli creino problemi dopo» 

Che problemi? 

«Per esempio conosco personalmente bambini che hanno sviluppato l’autismo a seguito di vaccinazioni» 

Il nesso tra autismo e vaccino l’ha diagnosticato Lei? 

«In ogni caso, 12 vaccinazioni tutte insieme sono troppe, è una cosa bestiale. In natura non esiste che un bambino prenda 12 malattie contemporaneamente. E non esiste in natura nemmeno un bambino che prenda la formaldeide, i sali di mercurio, l’idrossido di alluminio e le nanoparticelle dei metalli pesanti presenti nei vaccini».

Ora, al di là delle suggestioni e delle stramberie che ho ascoltato in quella sede, una cosa l’ho percepita. Queste sono persone che non avranno grosse competenze in merito, ma che amano i propri figli ed  è dal timore che possa succedere loro qualcosa di male che sono mossi. Questo, uno Stato degno d’esser chiamato tale, deve rispettarlo. Non sono assassini o reietti, sono persone turbate, ma con un cervello, che bisognerebbe provare a sollecitare. Troppo comodo, da parte delle istituzioni, cercare di farli passare per pazzi e liquidare il problema. 

Cospirazionisti? In effetti sì. Incompetenti? Molto probabilmente. 

Ma è così inusuale che le cause farmaceutiche lucrino sulle disgrazie della povera gente? No, non lo è affatto. E’ davvero improbabile che i politici subiscano una forma d’influenza? Neanche questo lo è. C’è di mezzo un esposto del Codacons all’Anac, nel quale si domanda se sia lecito che il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini pur sedendo nel Cda della Fondazione Glaxo, che com’è noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia.

Insomma ragioni per dubitare della buona fede di chi ci propone certe cose ce ne sono e bisogna pur tenere conto della differenza tra pazzi e preoccupati. E la comunità scientifica dovrebbe prendersi la briga di spiegare a queste persone come stanno le cose, sedando le loro ansie. Esiste il giornalismo scientifico e dovrebbe fare di più per fugare ogni dubbio sull’argomento. Sarebbe maggiormente auspicabile che deridere una fetta della popolazione, la cui protesta parte da un esigenza ben fondata, quella di capirci qualcosa. Pur restando profani, hanno diritto a una spiegazione e che si risponda punto per punto alle critiche che avanzano. 

Voglio farvi incazzare e spingermi oltre, invitando a riflettere sul fatto che nell’era contemporanea, la fede in dio è stata sostituita dalla cieca fede per la scienza. Sia concesso almeno il beneficio di dubitare di cure che, tra 100 anni, risulteranno obsolete. Questo non significa screditare la scienza, ma prendere le sue verità come provvisorie e non irritrattabili in un secondo momento. Anche questo è un fatto. Alcune cose che inizialmente erano state proposte come verità assolute, si sono sgonfiate a terra come palloni sonda. Ma si badi bene, nessuno qui invita al sabotaggio. Solo per una volta a uscire dalla saccenza generalizzata e provare a capire le ragioni di chi ci risulta così diverso. 

Probabilmente non c’è nulla da temere nei vaccini, ma non mi piacciono quelli che trattano queste persone come una massa d’invasati. Magari sono gli stessi che tracannano aspirine come se non ci fosse un domani, ignorando completamente i rischi di farmaci commercializzati, ma non privi di controindicazioni. Una cieca fiducia in tutto ciò che ci viene presentato come cura non mi sembra meno demente. 

Forse non si convinceranno mai che l’autismo con i vaccini non c‘entra nulla. Però un buon medico non deve stancarsi mai di spiegar loro il perché. 

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