Trash italiano. Quanto ci costi!


‘ di Barbara Gigante

 Italia1 spettacolarizza l’umiliazione e propone paradigmi sentimentali raccapriccianti

L’ho saputo dai giornali, ovviamente, perché io la TV non la guardo proprio per non rischiare d’incrociare scene di questo tipo: desolanti, miserrime. Quella specie di programma indefinito, che è passato indisturbato col rullo compressore sulle regole del giornalismo d’inchiesta, cioè le Iene, due sere fa ha mandato in onda un siparietto desolante, sul quale normalmente sorvolerei. Questa roba io la fuggo come avesse la capacità di contaminarmi alla vista. Temo che se osservo qualcosa di trash troppo a lungo, dopo m’infetti e inizi anch’io a starnazzare. Di fatti è così, a furia di darci da mangiare questa spazzatura per trent’anni, oggi abbiamo i cervelli obesi. E’ questo il problema, a costo di risultare dei pesantoni: il trash non è solo inutile, non è robetta buttata lì per ridere. Il più delle volte è dannoso, perché lascia passare in sordina messaggi che ingurgitiamo senza manco rendercene conto. Alla lunga, distorce la nostra percezione delle cose. Come che l’amore si dimostri con la disperazione, per esempio. Quindi ogni tanto questa battaglia contro i mulini a vento va intrapresa, qualcosa bisognerà pur dirla.

E’ stato trasmesso in prima serata sulla rete Mediaset, Italia1, uno “scherzo”, di assai dubbia originalità e dalle pesanti conseguenze, che ha coinvolto una coppia di coniugi, della quale sarei rimasta volentieri all’oscuro, ma ahimè m’è toccato sapere: tali Natalia Paragoni e Andrea Zelletta. Costoro hanno tratto la propria celebrità, nutrita quotidianamente su Instagram, dall’essersi accoppiati tramite il programma televisivo Uomini e Donne.

L’autore di cotanto scherzo, che si chiama Sebastian Gazzarrini, è partito da questo per ideare la sua “simpatica sceneggiata”, indirizzata a scoprire se le coppie nate in televisione si amino veramente o facciano solo finta, a caccia di popolarità.

La domanda era: “Natalia Paragoni ama davvero Andrea Zelletta?”

Guidato da questo suo proposito epistemologico, l’autore ha chiesto a Zelletta di prestarsi a lasciar filmare che la Paragoni ricevesse la notizia di un suo tradimento.

Così è stato: le hanno fatto trovare un pacco indirizzato a lui, che lei ha aperto, trovandovi dei regali e il biglietto di una donna dai toni inequivocabili.

E già qui: arriva un pacco indirizzato a lui e nessuno trova problematico che lei lo apra senza aspettarlo. Quanti anni luce siamo dal concetto di fiducia? Non si capisce o non lo si reputa importante che tutta questa melma è strettamente connessa alla nostra diseducazione sentimentale, all’incapacità di distinguere tra amore e possesso, dunque alle ripercussioni che non fanno ridere proprio nessuno, all’aggressione, alla violenza. E di fatti come volete che l’abbia presa la protagonista? Urla, pianti disperati, una crisi di nervi in piena regola, che a tratti è sembrato un vero e proprio attacco di panico. E infine gli schiaffi, le botte, i capelli tirati, la vergogna, la rabbia, tutto sbattuto in prima serata.

L’apice si è toccato quando, sotto gli occhi inermi dei genitori di lei, ha fatto irruzione la notizia che l’amante fosse pure incinta di due mesi. Potete immaginare il delirio che ne è seguito, le scene pietose dello struggimento della Paragoni, ormai completamente fuori controllo. Solo a quel punto, quando avrebbe già potuto trovarsi con una flebo al braccio, le hanno svelato che si trattasse di uno “scherzo”.

Ne è seguita una pioggia di critiche per non aver interrotto quell’abominio e una riflessione sul fatto che, a parti invertite, la violenza che lei ha usato su di lui non sarebbe mai stata tollerata dal sistema penale. La desolazione nel vedere una donna ridotta in quel modo, ha fatto sì che ai miei occhi passasse in secondo piano un comportamento certo deplorevole, ma dalle improbabili ripercussioni fisiche, data la stazza dell’omaccione che tentava di colpire.

Quello che invece mi ha completamente sbigottito, è come possa un uomo svendere la salute mentale della propria compagna, come possa accettare che tutti la vedano ridotta in quel modo, per due spicci di celebrità televisiva. Il tronista in questione, a scherzo terminato, lungi dal ravvisare pentimento alcuno, è corso su Instagram a commentare dicendo, avete visto?: “Natalia mi ama davvero”.

La domanda che dovrebbe seguirne è un’altra: “Andrea Zelletta ama davvero Natalia Paragoni?”.

Perché a occhio e croce direi di no. Direi che lungi dal dimostrare l’autenticità di questa coppia, si sia riusciti a fare l’esatto contrario e cioè a far vedere a tutti quanto in basso si possa arrivare pur di rimanere sulla cresta dell’onda. Quale amore si baratta per un pugno di like? Quale donna, una volta capito che lui aveva accettato di ridurla in quel modo per puro diletto, acconsentirebbe lo stesso a rimanerci, correndo a giustificarsi per la sua reazione senza problematizzarla per un attimo? Da un uomo del genere mi aspetterei ben di peggio di un tradimento; da una donna tanto fragile, invece, che rifletta su quanto è incerta la sua vita, se sono bastati pochi secondi perché credesse che le si stava frantumando davanti. Quanto poco può fidarsi di se stessa, di ciò su cui basa la propria esistenza, se è così facile farle credere che tutto potrebbe esploderle in faccia in un attimo?

Il trionfo della disfunzione patologica di coppia spacciato per dimostrazione d’amore. Bel lavoro, complimenti a tutti! Quando capirete che questo modo di costruire le relazioni è strettamente connesso con la violenza, di genere e non, staremo ancora a contare i cadaveri.

 

 

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